Nel cuore delle verdi colline della Lunigiana, tra i sentieri che si snodano in un paesaggio incontaminato, il nostro viaggio ci porta al maestoso Castello Malaspina di Fosdinovo, una delle fortezze meglio conservate della Toscana. Il castello è un edificio imponente avvolto da secoli di storia, mistero e leggenda. All’arrivo, il castello si presenta con la sua mole maestosa, che si erge come una sentinella silenziosa sul paesaggio circostante. Siete pronti ad varcare il portone e scoprire i segreti custoditi al suo interno?

Tra le mura del castello Malaspina si intrecciano storie di nobiltà e leggende inquietanti, come la storia del fantasma di Bianca Maria Aloisia, figlia del marchese. Oltre alle leggende, però, ci sarebbero anche presenze che non hanno mai abbandonato queste stanze. Non vediamo l’ora di varcare il portone e respirare l’atmosfera magica al suo interno, seppur per una notte.

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Arrivo a Fosdinovo: un borgo incantato
Arriviamo al Castello Malaspina di Fosdinovo nel pomeriggio: il sole è ancora alto nel cielo, mentre le antiche mura del castello si stagliano contro l’orizzonte come una presenza eterna pronta a sfidare il tempo. Le torri silenziose sembrano scrutare dall’alto i nostri primi passi, mentre varchiamo il portone con la strana sensazione di essere osservati. Tra qualche ora, le ombre inizieranno ad allungarsi lungo le merlature del castello e vivremo il momento più atteso: trascorrere una notte all’interno del castello Malaspina.

Ci viene assegnata la camera Blu, situata nell’ala ovest del castello. Dalla finestra, lo sguardo spazia sul borgo medievale, che si stringe ai piedi del castello, fino al mare lontano, incorniciato dalla luce dorata del tramonto. La camera Blu è arredata con mobili d’epoca, un arredo semplice, essenziale, che trasmette un senso di praticità, tipico di tempi passati. Siamo qui per fare un salto nel passato, quindi apprezziamo la mancanza di televisore e altri strumenti dell’epoca più moderna. Un’emozione inattesa: la consegna delle chiavi del castello, con le quali gli ospiti possono muoversi in completa autonomia, ci fa sentire custodi temporanei di questo luogo fuori dal tempo.


L’aperitivo: terrazza romantica per due
Sulla terrazza panoramica, un aperitivo a base di prodotti tipici della Lunigiana ci accompagna fino al tramonto. Il panorama è mozzafiato e il silenzio della natura inizia a preparare l’animo per l’esperienza notturna che ci attende. Ma mentre il sole cala e l’oscurità comincia a invadere il castello, una sensazione di inquietudine prende piede, come se l’ombra della storia e del mistero stessero preparando il terreno per ciò che accadrà nella notte.


Alle 21.30, il momento che tutti aspettavamo: la visita guidata notturna. La guida, coinvolgente e carismatica, ci trasporta nei secoli passati attraverso le stanze, narrando aneddoti e leggende con così tanta enfasi, che dà l’impressione di essere lei stessa parte della storia. Le sale del castello sono arredate con mobili d’epoca, tappeti, quadri e attrezzi del tempo, come fucili, arnesi di tortura e suppellettili da cucina. La Sala da Pranzo ha un grande camino Settecentesco e belle ceramiche da farmacia del Seicento.
La Sala del Trono
Proseguendo, arriviamo finalmente alla Sala del Trono e qui entra in scena la leggenda della giovane Bianca Maria Aloisia, che fa davvero rabbrividire. Si dice che il padre l’abbia fatta murare viva insieme al suo cane e un cinghiale, come punizione per aver amato uno stalliere. Alzando gli occhi vediamo le famose macchie sul soffitto. Alcuni credono che si tratti di umidità, ma osservando da vicino si possono distinguere i contorni dei due animali e i volti di Bianca Maria e suo padre.

Scopriamo che durante i lavori di restauro, sono state rinvenute ossa, sia umane, che di animale. Questi resti appartengono probabilmente a Bianca Maria e al suo cane. La foto qui sotto mostra il luogo del ritrovamento. Ci viene mostrata una foto, che per motivi di privacy non pubblicheremo, scattata al momento degli scavi, che mostra sul fondo della stanza la sagoma di un corpo coperto con un lenzuolo e, davanti, un anomalo fascio di luce bianca e trasparente.

Proseguendo nel percorso di visita, la guida ci conduce sul camminamento, da dove si gode una vista bellissima e, una volta scesi dalle scale della torre, lungo il corridoio ci dirigiamo verso la stanza più famosa del castello Malaspina: la stanza del fantasma. Questo è il momento più intenso della visita guidata, un’energia palpabile sembra avvolgerci mentre entriamo nel silenzio assoluto.

Entrando in questa stanza, si percepisce un’atmosfera insolita, l’aria si fa più pesante e si avverte tutta la tensione e l’aspettativa di “sentire” il famoso letto respirare. Non sappiamo cosa aspettarci, ma scopriremo presto che il castello Malaspina ha ancora tanto da raccontare.

La guida racconta gli esperimenti effettuati sul letto che respira, compreso un esorcismo che si sarebbe svolto in questa stanza nel tentativo di liberare l’anima del marchese. Lo spirito, però, si sarebbe opposto per evitare che Bianca Maria potesse anch’essa essere liberata. Si parla di un medico che avrebbe effettuato un elettrocardiogramma, il cui referto avrebbe rivelato un “battito cardiaco” non appartenente a nessun essere umano. Il letto è vivo, infatti accostando un orecchio a uno dei pomoli del letto, molto spesso si possono avvertire dei tonfi simili a un battito cardiaco. Questo è successo e sono accadute anche altre cose durante la notte, ma di questo ne parleremo più avanti. Posando la mano sul copriletto, invece, nessuno dei presenti è riuscito, in quel momento, a percepire il movimento del letto che respira.

La visita con la guida termina qui, la stessa ci saluta e ci rassicura sul fatto di poter tornare sul posto a qualunque ora della notte, l’essenziale non fare rumore per non disturbare il sonno degli altri ospiti del castello. Ritorniamo quindi nella camera blu, dove attendiamo con impazienza il passare del tempo.
A spasso di notte nel castello
Intorno alle 00.30 sul castello è ormai piombato un silenzio assoluto, tutte le luci sono spente: in alcuni ambienti le luci si attivano solo al passaggio, mentre altri ambienti sono completamente al buio. È arrivato il momento di accendere la torcia e incamminarsi, silenziosamente, nei corridoi del castello. Nel silenzio della notte, le ombre sembrano vive, la tensione è alta e ogni scricchiolio può essere confuso con una presenza invisibile.
Percorso il camminamento, scendiamo silenziosamente le scale che conducono al lungo corridoio verso la stanza del fantasma. È lo stesso corridoio, ma solo poche ore fa trasmetteva sensazioni diverse: ora il buio crea un’atmosfera inquieta…l’aria si fa sempre più rarefatta e restiamo sospesi in attesa che succeda qualcosa. E poi tutto accade. Siamo nella stanza del fantasma, entriamo col massimo rispetto e silenzio e ci muoviamo il meno possibile nel buio. Su consiglio della guida, facciamo diversi video: “Al buio compaiono gli orbs“. Decidiamo di fare anche noi un test: sul letto, immobile e sinistro, viene appoggiato un cellulare con un’applicazione che segna i battiti cardiaci…e il miracolo si compie. All’improvviso la luce rossa segna l’inizio della misurazione. Ma qui non si tratta del battito cardiaco di una persona vivente, il dispositivo è appoggiato sul copriletto e ciò che sta registrando è un battito cardiaco che non appartiene a nessuno dei presenti. Un brivido corre lungo la schiena. Anomalo anche il risultato: 147 battiti al minuto!

Sebbene i nostri volti non siano visibili nel buio, è facile immaginare l’espressione di stupore che blocca tutti i presenti. Sulla sinistra dell’immagine, in arancione, la “strana” misurazione (147 battiti cardiaci) e, a seguire, le misurazioni (verde) dei battiti cardiaci di alcuni presenti, effettuate subito dopo. Immaginazione, sensazioni personali, suggestione, di cosa si tratta? A prescindere da ogni ragionevole dubbio, nella stanza del fantasma non si può negare l’esistenza di qualcosa di superiore, una sensazione mai provata in nessun altro luogo.
Dopo lunghi minuti di assoluto silenzio, ci incamminiamo quasi religiosamente verso l’uscita, certi di aver vissuto qualcosa di straordinario. Abbiamo “sentito” una presenza, un battito cardiaco dai pomoli del letto e abbiamo assistito, increduli, alla misurazione di un battito cardiaco sconosciuto. Di qualunque cosa si tratti, è inequivocabile che sia un evento sconosciuto, c’è chi lo chiama paranormale. Di sicuro è un’esperienza indimenticabile da vivere sulla propria pelle, soprattutto per chi cerca sempre una spiegazione. Ebbene, abbiamo girovagato spesso all’interno di castelli, ma il castello Malaspina è il luogo dove siamo arrivati più vicino all’ignoto, all’inspiegabile, forse al paranormale. Ciò che è certo, è che si tratta di sensazioni vere e difficilmente ripetibili.
La notte nella stanza blu
Dopo aver provato queste sensazioni uniche, è difficile semplicemente dormire. La mente continua a tornare indietro ai momenti appena vissuti e non è facile prendere sonno. Dalla finestra aperta si sentono rumori lontani. È una notte che sembra non dover mai finire, perché anche nella camera Blu succede qualcosa di strano, consapevoli che la suggestione può modificare le percezioni. Un sonno disturbato, intorpidimento dei polsi, come se una forza invisibile li stringesse.
Quando le prime luci del mattino tornano a illuminare le pietre del castello Malaspina, la notte appena trascorsa appare come un ricordo lontano, la vita reale del castello riprende con le sue attività quotidiane…forse fino al prossimo tramonto. Una sola certezza: volevamo provare sensazioni uniche e qui le abbiamo provate. Ci siamo avvicinati all’ignoto, abbiamo percepito una presenza che non possiamo descrivere con le parole. E, nonostante il nostro spirito curioso e razionale, sappiamo che quel battito cardiaco è stato reale, è stato un incontro con il mistero.
Quella vissuta al castello Malaspina non è stata solo una visita turistica, ma un’esperienza emotiva, profonda e inspiegabile. Per chi è aperto al mistero e al fascino dell’invisibile, è un viaggio che non si dimentica. E sì, torneremo. Perché a Fosdinovo, è possibile collegarsi con le forze sconosciute del castello.
Approfondimenti:
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