La curiosità per i Templari ci ha portati a Saliceto, nel basso Piemonte, sulle orme della simbologia dell’Ordine. La giornata prevede la visita all’omonimo castello, alla celebre Chiesa di San Lorenzo e, per concludere, alla Cappella di San Martino. La posizione strategica di Saliceto, situato sull’antica via del sale, ha favorito nei secoli il passaggio di numerosi personaggi illustri, che hanno lasciato un segno indelebile delle loro arte.
Indice dei contenuti
1. Il Castello di Saliceto
Giunti a Saliceto, la nostra prima tappa è il castello, che ci appare subito in tutta la sua imponenza subito dopo aver parcheggiato nello spiazzo del Municipio.

In questa domenica mattina di fine ottobre il borgo sembra ancora assopito; il silenzio è interrotto solo dal rintocco delle campane della chiesa di San Lorenzo, che annunciano l’imminente inizio della Messa. È proprio al termine della funzione che vediamo avvicinarsi al portone del castello una signora sorridente: è Lidia, la nostra guida volontaria, che ci accoglie con simpatia e competenza.

Scopriamo che la prima citazione di un castello a Saliceto risale al 1142. Nella prima metà del Duecento il maniero fu possedimento dei Del Carretto, che lo mantennero fino al 1583. Passò poi al Ducato di Savoia e successivamenti a diversi proprietari privati, fino all’acquisto da parte del Comune.

Nonostante la posizione, lontana dai classici speroni rocciosi, il castello di Saliceto era considerato inespugnabile grazie al profondo fossato colmo d’acqua che lo circondava. Al posto dell’attuale rampa in pietra, l’ingresso al castello avveniva attraverso un ponte levatoio. Nei secoli il maniero subì assedi e danneggiamenti, ma i restauri hanno preservato la caratteristica architettura tardo medievale. La struttura esterna è a base quadrangolare, con tre torri anch’esse quadrate; la quarta, probabilmente perduta, è stata sostituita da una costruzione in legno che ospita un ascensore per l’accesso alle persone con disabilità, purtroppo oggi non funzionante.
La nicchia e il pozzo
Nel cortile interno restiamo colpiti dal misterioso pozzo, sotto il quale la leggenda colloca una stanza segreta, e dalla famosa nicchia affrescata, scoperta relativamente di recente, ricca di simbologie affascinanti.

Sulla volta campeggia l’Agnus Dei sovrapposto a una grande croce gemmata; sulle pareti si fronteggiano due medaglioni con ritratto femminile a monocromo e lo stemma della famiglia dei Del Carretto. L’agnello mistico, raffigurato con le stimmate e il sangue raccolto nel Santo Graal, è inscritto in un cerchio e in altri quattro cerchi concentrici che racchiudono un fiore a otto petali. La grande croce rimanda ai Templari d’Inghilterra, la piccola a quelli di Provenza. Altri dettagli insoliti attirano la nostra attenzione: Gesù è raffigurato in un letto anziché nella tradizionale mangiatoia, e la Madonna tiene un libro aperto sulle ginocchia, elemento raro nelle scene della Natività. Si tratta di affreschi unici, con tratti esoterici e gnostici, interpretabili da molte prospettive.

La nicchia è attribuita alle maestranze di Federico II e riferibile alla prima metà del Duecento. Non si conoscono l’anno e il motivo della sua muratura, ma si ipotizza un ordine diretto dell’imperatore. Circa quarant’anni fa il maestro Augusto Pregliasco intuì la presenza dell’affresco e fece rimuovere il muro che lo nascondeva. Al primo piano ci attendono le sale del castello, con un bel camino, pianoforti e mobili d’epoca restaurati.

Attraversiamo alcune camere da letto, una delle quali con bagno privato, e scopriamo di essere capitati nel giorno fortunato: da oggi la visita comprende anche l’accesso ai camminamenti.

2. Il borgo e la storia di Saliceto
La posizione del borgo sulla strada maestra o Magistra Langarum, che collegava Asti e Alba ai porti di Finale, Noli e Savona, garantì a Saliceto prosperità e un fiorente commercio. Dal castello si scorge la collina dove sorgeva l’antico nucleo abitativo, chiamato in origine collina della Margherita e poi, tra il XII e XIII secolo, collina della Rosa. Forse proprio questo cambiamento di nome alimentò l’ipotesi della presenza Templare a Saliceto.
La simbologia templare ricorre spesso a Saliceto: la troviamo negli affreschi della nicchia e, passeggiando per il borgo, sull’architrave di un’abitazione con lo stemma dei Del Carretto, scolpiti in pietra arenaria e sormontato da un triangolo simile a un manico, affiancato da due martelli rivolti verso il basso.

Ancora più numerosi sono i simboli templari presenti sulla facciata della chiesa di San Lorenzo, seconda tappa della nostra visita.
3. La Chiesa di San Lorenzo: i Templari
La chiesa di San Lorenzo fu costruita tra il 1489 e il 1505 per volontà di Carlo Domenico Del Carretto, sul terreno dove sorgevano due edifici sacri più antichi. L’ultima delle due chiese precedenti era orientata in modo che l’ultimo raggio di sole del giorno della Candelora (2 febbraio) illuminasse il rosone della facciata. Per oltre due secoli vi si celebrò la Messa, ma la consacrazione avvenne solo nel 1740.

La facciata è un vero percorso simbolico, esoterico e alchemico. Spiccano il misterioso Bafometto, con zampe caprine e baffi, simbolo caro ai Templari; l’Araba Fenice, la rosa canica e la rosa alchemica, la rana alata e il pellicano. Ogni figura sembra tracciare un itinerario iniziatico tra magia ed esoterismo.

L’interno è uno scrigno d’arte, con tele di pregio e una Via Crucis ricavata da materiale fotografico dopo il furto delle opere originali. Circola una voce – forse leggenda – secondo cui nel 1957, durante il rifacimento del pavimento, sarebbe stata scoperta una cripta sotto l’altare maggiore, contenente uno scheletro dai capelli rossi circondato da altri tre scheletri. La guida preferisce non sbilanciarsi.
4. La Chiesa di Sant’Agostino
Proseguiamo verso la Chiesa di Sant’Agostino, entrando da un ingresso laterale poiché quello principale si trova oggi in una proprietà privata. Lo stupore è grande nel trovarci davanti, al posto dei banchi, un campo da bocce.

Attraverso una piccola porta chiusa a chiave accediamo a una stanza affrescata, dove notiamo dettagli iconografici insoliti: un traghettatore seminudo con un calzare mancante, la Madonna con un occhio misterioso dipinto nel palmo della mano, e in grembo Gesù che indica un uccellino.
5. La Chiesa di San Martino
Per raggiungere San Martino seguiamo la guida in auto, poiché la chiesa si trova a qualche chilometro. All’arrivo, il fruscio delle foglie secche è l’unico suono che rompe il silenzio.


La chiesa romanica colpisce per la sua semplicità armoniosa, e il campanile, unico nel suo genere, attira subito lo sguardo. All’interno si conservano affreschi tardogotici di grande qualità. Anche qui emergono dettagli particolari: l’apostolo Bartolomeo è l’unico a mostrare il libro aperto, forse in riferimento al suo legame con un vangelo gnostico.
6. I misteri di Saliceto
I misteri di Saliceto sembrano essere molti, e forse altri attendono ancora di essere scoperti. Nella torre meridionale del castello sono visibili le tracce di un antico passaggio murato che collegava il maniero alla chiesa di San Lorenzo e, secondo la tradizione, proseguiva fino a Castelvecchio sulla collina della Rosa. Un altro sotterraneo univa il castello alla Porta della Marina, mentre un terzo, scoperto durante uno svuotamento, partirebbe dal fondo del pozzo.
Uno degli enigmi più interessanti è la presenza di una misteriosa stanza sotterranea che potrebbe trovarsi, secondo gli atti del processo contro il Conte di Millesimo Ottaviano del Carretto, sotto la cisterna. Sembra che una botola sia stata effettivamente trovata dagli speleologi che si sono calati nell’antica cisterna, sarà questo l’ingresso della stanza segreta che è rimasta nascosta per secoli?
E poi ci sono i fantasmi: secondo la leggenda, nel castello si aggirerebbero almeno due spiriti. La Dama Bianca sarebbe la moglie di Giorgino Del Carretto, che durante l’assalto francese del 1448 preferì gettarsi dal mastio piuttosto che arrendersi. Il secondo spettro apparterrebbe al marchese Tommaso, ucciso nel 1345 per divergenze sulla cessione delle terre.
Mentre lasciamo Saliceto, di una cosa siamo certi: questo luogo porta con sé un’aura misteriosa legata alle sue vicende e ai personaggi che lo hanno abitato. Un ambiente che, oltre alla stratificazione storica, ha una forte carica emotiva che non lascia indifferenti i visitatori.
Approfondimenti:
👉 I Templari e la Chiesa
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👉 L’immenso tesoro dei Templari


