San Pietro in Cerro, un castello che parla

Durante la nostra ultima uscita, abbiamo visitato, oltre al castello di Torrechiara e alla Rocca Sanvitale, anche il Castello di San Pietro in Cerro. La struttura si trova in provincia di Piacenza, nel cuore della campagna emiliana. Fin dal nostro arrivo siamo rimasti colpiti dalla sua imponenza e dall’atmosfera che lo circonda: un luogo tranquillo, immerso nel verde, che sembra portarci indietro nel tempo.

Le alte mura, il fossato e le torri ci hanno fatto immaginare come potesse essere la vita nel castello molti secoli fa. Questo è uno di quei castelli che abbiamo sempre avuto nel cuore ed è finalmente arrivato il momento di visitarlo. C’è una grande aspettativa e una leggera inquietudine al solo varcare il grande cancello di ferro che introduce al lungo viale alberato. Premonizione? Forse all’interno avremo la conferma che le nostre convinzioni non erano sbagliate.

quattrocentesca dimora storica

La guida ci introduce la storia e la costruzione del castello, che risale al 1491, come testimonia l’epigrafe in pietra posta nel cortile. Il nucleo originario di ciò che vediamo ora fu edificato sui resti di una struttura più antica (XIII secolo), lo testimoniano le tracce di un fossato e di un rivellino, che fu scoperto durante i lavori di restauro.

Fu costruito da Bartolomeo Barattieri, che acquistò il feudo nel 1446 da Bianca Maria Visconti, vedova di Francesco Sforza. La famiglia Barattieri mantenne il possesso del castello, usato come residenza di campagna, per quasi cinquecento anni. Oggi il castello è di proprietà della famiglia Spaggiari, che lo acquistò nel 1993, provvedendo ad un importante restauro.

Nel corso della visita abbiamo scoperto che, oltre a essere una dimora signorile, il castello rappresenta un’importante testimonianza della storia e dell’architettura rinascimentale.

Abbiamo visitato le numerose sale del castello, ricche di mobili antichi, dipinti, arredi d’epoca, armi e soffitti decorati. Ogni ambiente racconta un pezzo della vita della famiglia che vi abitava e ci ha permesso di immaginare come si svolgesse la quotidianità all’interno di una dimora nobiliare. Purtroppo all’interno del castello è vietato scattare foto e fare video, tranne che nel cortile e nei sotterranei.

Il momento che ci ha colpito di più è stato quello della discesa nei sotterranei. Appena siamo entrati abbiamo percepito un’atmosfera completamente diversa: il silenzio, l’aria più fresca, la luce soffusa e le antiche mura in pietra ci hanno trasmesso una sensazione particolare. Abbiamo provato un misto di curiosità, emozione e un leggero senso di inquietudine, come se quei luoghi custodissero ancora i segreti del passato. Pur sapendo che era solo una nostra impressione, ci sembrava quasi di avvertire una presenza, e questo ha reso l’esperienza ancora più intensa.

Proprio qui nei sotterranei dell’ala ovest è allestita la mostra permanente con oltre 40 statue di terracotta di dimensioni naturali dei Guerrieri di Xi’an, fedeli riproduzioni degli originali autenticate dal governo cinese.

La Biblioteca Storica del castello custisce una collezione di oltre 2.000 volumi sulla storia di Piacenza, mentre nel sottotetto troviamo il MiM Museum in Motion, una collezione di oltre mille opere di maestri contemporanei, italiani e stranieri, esposta a rotazione.

Infine, nel parco si trova La Locanda del Re Guerriero, che accoglie gli ospiti in suite arredate con opere d’arte contemporanea e mobili d’antiquariato.

Entriamo nel mistero

Come molti castelli, anche al castello di San Pietro in Cerro non poteva mancare una leggenda. Ci è stato raccontato che tra le mura del castello si aggirerebbe ancora lo spirito di una dama, rimasta legata a questo luogo dopo una tragica storia d’amore. Secondo la tradizione, alcune persone avrebbero sentito rumori insoliti o percepito strane presenze, soprattutto nelle zone più antiche e nei sotterranei. Forse la nostra inquietudine aveva qualcosa a che fare con questa misteriosa dama? Probabilmente si tratta di una leggenda, anche se la guida stessa, benché abbia ammesso di non essere una persona impressionabile, ha rivelato che sì, ogni tanto al castello succedono cose molto strane, soprattutto durante il giro di chiusura quando i visitatori se ne vanno e il castello torna nel suo silenzio più totale.

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