La Reincarnazione esiste? Ci appartiene una sola vita, o molte esistenze? L’idea che la nostra anima possa sopravvivere alla morte e rinascere in un nuovo corpo è antica quanto l’umanità stessa. Queste teorie hanno interessato tutte le civiltà, a partire dall’Induismo, Buddhismo e il neoplatonismo greco. Tanto che oggi, l’idea di reincarnazione non è più solo un concetto spirituale, ma ha coinvolto anche la scienza, che prova a dare una spiegazione al fenomeno.
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I concetti chiave che richiamano la reincarnazione:
Per la dottrina religiosa del Buddismo, la reincarnazione è una rinascita (samsara), un ciclo continuo di rinascita, influenzato dal karma. A reincarnarsi non è un’unica anima, ma un flusso di coscienza, che porta con sé le impronte delle vite passate. L’obiettivo della pratica buddista è quello di interrompere il ciclo di sofferenza (continua reincarnazione) attraverso la pratica della saggezza, compassione e virtù, fino allo stadio ultimo dell’illuminazione e Nirvana.
Parole chiave
Karma: legge di causa/effetto, per cui le nostre azioni hanno conseguenze (positive o negative) nella vita attuale e in quelle future.
Nirvana: Liberazione assoluta da sofferenza, desiderio e fine del ciclo nascita/morte/rinascita.
Samsara: rinascita.
Per l’Induismo, la reincarnazione è un ciclo continuo di nascita/morte/rinascita della stessa anima in più corpi, anch’esso diretto dalle leggi del karma. Il fine ultimo è quello di raggiungere il moksha, ovvero la liberazione dalla sofferenza attraverso l’unità con Brahman.
Parole chiave
Atman: è l’anima individuale
Karma: legge di causa/effetto, per cui le nostre azioni hanno conseguenze (positive o negative) nella vita attuale e in quelle future.
Samsara: rinascita.
Moksha: stato di liberazione dal ciclo del samsara
Brahman: unione con l’Assoluto.
Infine, nel neoplatonismo, il concetto di reincarnazione, secondo le idee di Platone, è un viaggio nell’anima, la quale è sottoposta a continue reincarnazioni per espiare le colpe del desiderio e dell’attaccamento alle cose materiali. Quando l’anima, considerata frammento dell’Anima Universale, ritrova la sua vera natura, si libera dalla prigionia terrena e ritorna al principio supremo, l’Uno.
Il mistero della reincarnazione
Sono molte le domande che l’uomo si pone di fronte al mistero della vita. Chi siamo? Da dove veniamo? E, soprattutto, dove andremo dopo la morte? La credenza nella reincarnazione non appartiene a tutte le dottrine religiose, e la scienza e la spiritualità spesso non vanno di pari passo, soprattutto quando si tratta di spiegare un fenomeno così complesso. A dire il vero, però, ci sono alcune testimonianze, alcuni fatti che fanno pensare che la reincarnazione non sia solo frutto della nostra immaginazione.
Che si tratti di costruzioni simboliche dell’inconscio, o tracce reali di un percorso oltre la morte, sono moltissime le persone che hanno avuto esperienze che potrebbero essere legate a una possibile reincarnazione: sogni intensi ambientati in epoche diverse, attrazione irrazionale verso un determinato luogo, sensazione di conoscere qualcuno mai visto prima. Esperienze che, forse, non hanno una correlazione con il fenomeno della reincarnazione, ma che sicuramente toccano le corte profonde della coscienza.
Bambini che ricordano vite passate
Lo psichiatra americano Ian Stevenson ha portato a termine uno dei più importanti studi sul fenomeno della reincarnazione, occupandosi per oltre 40 anni dell’analisi di oltre 2.500 casi documentati di bambini, tra i 2 e i 7 anni, che sembravano ricordare con precisione fatti e particolari di vite precedenti.
Nella maggior parte dei casi, i bambini raccontano dei dettagli molto precisi sui luoghi, persone e fatti che non avrebbero potuto conoscere. Il più delle volte, questi dettagli sono stati verificati e risultavano veritieri. Altri aspetti emersi dallo studio di Stevenson sono segni fisici (macchie, nei, ecc) che spesso coincidono con il racconto di ferite di vite precedenti. Inoltre, in molti casi, i bambini manifestano conoscenze e abilità innaturali sia per l’età, che per le conoscenze apprese in materia. Sono un esempio i bambini che parlano perfettamente lingue straniere con cui non hanno mai avuto contatto, o sanno suonare perfettamente uno strumento musicale senza aver mai preso lezioni.
Il caso Shanti Devi
Un esempio molto famoso è il caso di Shanti Devi, una bambina indiana nata nel 1926 in un villaggio vicino a Delhi. A circa quattro anni, la bambina iniziò a raccontare quella che sembrava la vita di un’altra persona: aveva avuto un marito e dei figli. Raccontava di chiamarsi Chaubine e che suo marito si trovava a Mathura ed era proprietario di un negozio di vestiario. Shanti Devi diceva di essere morta durante il suo terzo parto. All’inizio i genitori della bambina non fecero molto caso a quelle frasi, che consideravano semplici fantasie, ma i racconti si moltiplicarono, come quella volta in cui la famiglia era seduta a tavola e Shanti disse: “Nella mia casa a Mathura si mangiano dolci differenti”.
Crescendo, Shanti diventava sempre più insistente nel visitare Mathura, così un giorno il suo insegnante delle superiori decise di inviare una lettera a Pandit Kedarnath Chaube, colui che Shanti diceva essere suo marito e rimase sconvolto quando apprese che i racconti fatti dalla ragazza corrispondevano al vero. Viste le grandi distanze, Pandit propose di fare incontrare Shanti con suo cugino, che viveva a Delhi. Durante questo incontro Shanti dimostrò di conoscere molto bene il cugino del marito e rivelò anche particolari molto precisi circa la casa dove aveva abitato. Una volta al cospetto di quello che era stato suo marito, Shanti gli rivelò dei particolari di cui solo lui era a conoscenza. Quello di Shanti fu il caso più documentato della storia, di esso si interessò persino Mahatma Gandhi e membri del parlamento indiano.
Il caso Bridey Murphy
Siamo negli anni ’50, durante una seduta di ipnosi, una donna americana di nome Virginia Tighe iniziò a parlare come Bridey Murphy, una donna nata in Irlanda nel 1798. Virginia fornì dettagli sulla vita privata di Bridey che sembrarono del tutto reali. Anche in questo caso il caso suscitò molto scalpore, anche se in seguito si arrivò alla conclusione che i dettagli forniti da Virginia potevano essere ricondotti a criptomnesia, ossia il recupero di ricordi del passato poi rievocati.
Il caso di James Leininger
Agli inizi del 2000, James Leininge, un bambino americano di due anni, iniziò ad avere degli incubi ricorrenti circa un incidente aereo. Il bambino, crescendo, imparò a descrivere nel dettaglio ciò che vedeva e, spesso, durante il sonno, i genitori lo sentivano esclamare: “L’aereo cade, c’è fuoco ovunque, non riesco a uscire“. Un giorno il bambino visitò con i genitori un museo di aeronautica e dimostrò di conoscere perfettamente gli aerei da guerra, le loro parti e i modelli. Grazie a sedute di ipnosi, James raccontò di essere stato James McCy Houston Jr. un pilota morto in un incidente aereo durante la battaglia di Iwo Jima. Preoccupati, i genitori vollero andare a fondo e scoprirono che, sì, esisteva davvero un pilota che portava quel nome ed era assegnato alla portaerei USS Natoma Bay. Ma, cosa più sorprendente, l’uomo aveva un compagno d’armi che aveva un nome molto simile a quello del pupazzo preferito di James.
I genitori del bambino ebbero modo di entrare in contatto con la sorella del militare morto, la quale confermò tutti i dettagli che James aveva raccontato.
Il caso di Golan Heights
Questa storia ha dell’incredibile. Un bambino, nato all’interno di una comunità drusa stanziata sulle alture del Golan, all’età di circa 3 anni avrebbe iniziato a ricordare il motivo per cui aveva quella voglia sul capo. Raccontò che quel segno era il risultato di un colpo d’ascia del suo assassinio. Il bambino fu portato nella casa che aveva indicato e, qui, avrebbe anche ricordato il nome della persona che lo aveva ucciso e il luogo esatto dove era stato sepolto. Una volta sul posto, nel luogo esatto dove era stato indicato, fu trovato il cadavere con una ferita identica al segno che il bambino aveva sulla testa. Vicino al corpo, fu trovata anche l’ascia. A quel punto, il killer non potè fare altro che ammettere il crimine.
Il caso di Shamlinie Prema
La bambina ha manifestato fin dalla prima infanzia uno strano terrore nei confronti degli autobus e si rifiutava di fare il bagno. Solo più tardi, Shamlinie iniziò a parlare della sua vita precedente, nella quale aveva avuto uno scontro con un autobus che l’aveva gettata in un campo di riso, dove era annegata. La bambina ricordava perfettamente i nomi dei suoi genitori, i quali confermarono di aver perso una bambina di nome Hamaseelie per annegamento solo un anno prima della nascita di Shamlinie. Nel resoconto di Stevenson si legge che le due bambine fossero molto simili e che Shamlinie per molto tempo avrebbe preferito la madre di Hamaseelie alla sua.
Il caso di Alessandrina Samonà Monroy
Un caso tutto italiano, accaduto a inizio ‘900 in Sicilia. Alessandria Samonà Monroy avrebbe ricordato alcuni episodi di vita di una persona deceduta di cui non aveva mai sentito parlare e riconosciuto persone legate al defunto. Il padre di Alessandrina, appassionato da spiritismo e parapsicologia, non ebbe in minimo dubbio nel credere ai racconti della figlia, i cui racconti sono documentati nel libro “È già mattina”, scritto da Alberto Samonà, parente della famiglia. Da adulta, Alessandrina ha sviluppato delle spiccate doti da medium, diventando un punto di riferimento per il mondo dello spiritismo.
Il caso di Ryan Hammons
Tra i casi narrati nel suo libro “Return to Life” del dr. Tucker, è documentato anche quello di Ryan Hammons, un bambino che soffriva di incubi. Intorno ai 10 anni, Ryan iniziò a insistere con i genitori dicendo di essere stato un attore di Hollywood. Dopo un certo periodo di tempo, la madre di Ryan contattò il dr. Tucker, il quale raccolse tutte le informazioni e iniziò le ricerche. Tucker riscontrò tutti i dettagli raccontati dal bambino, che diceva di essere stato l’attore Marty Martyn. Lo psichiatra trovò conferma a tutte le dichiarazioni di Cameron, come il fatto che Marty avesse avuto due sorelle e la data effettiva di morte a 61 anni.
Il caso di Cameron
L’ultimo caso che vogliamo elencare è quello di Cameron Macaulay, che nel 2003 aveva 3 anni. Il bambino iniziò a raccontare alla madre della sua vita precedente, vissuta sull’isola di Barra, che si trova a circa 300 chilometri dalla sua casa a Glasgow (Scozia). Il bambino sosteneva di avere una famiglia a Barra e che, probabilmente, i suoi genitori lo stavano cercando. La madre di Cameron, vincendo un iniziale scetticismo, decise di rivolgersi al Dr. Tucker (lo psichiatra infantile che ha proseguito gli studi di Stevenson sulle vite passate dei bambini), che accompagnò Cameron a Barra.
Una volta arrivati a Barra, tutto il percorso di Cameron fu documentato, registrato e trasmesso da alcune emittenti televisive. Cameron è stato in grado di fare una descrizione precisa della sua casa ancora prima di arrivarci e ha fornito dei particolari unici, che in seguito sono stati dimostrati come veritieri. Tra questi, il cognome della sua precedente famiglia: Robertson, e la presenza di un cane bianco e nero. Fu trovato anche un membro della famiglia ancora in vita, il quale confermò tutti i particolari raccontati da Cameron.
Perché i bambini ricordano?
In quasi tutti i casi, a ricordare sono sempre i bambini. Per quale motivo? Perché crescendo, i ricordi si fanno sempre più offuscati fino a scomparire completamente? I bambini sono forse più ricettivi o posseggono il dono di rievocare vite precedenti. Sta di fatto, che i soggetti coinvolti in presunte reincarnazioni, sviluppano questa capacità intorno ai 3, 4 anni e, dai 6 anni in poi, tendono a non ricordare più nulla. Un metodo per riaccendere quei ricordi è la regressione ipnotica, utilizzata da alcuni terapeuti attraverso una trance leggera. Attraverso questo metodo è possibile guidare il paziente in un ritorno a esperienze passate. Gli scettici si chiedono se questi “ritorni” della memoria siano in effetti ricordi reali o frutto della mente. La scienza, dal canto suo, non riconosce la reincarnazione come un fenomeno supportato da prove scientifiche e tende a relegarla a un mero concetto religioso e spirituale.
Approfondimenti:
👉 psicomisteri
👉 Psicomisteri – quando la mente incontra il mistero
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