La Rocca Sanvitale e i suoi misteri

La nostra prossima tappa, dopo aver visitato il castello di Torrechiara, è la bellissima Rocca Sanvitale di Fontanellato, sempre in provincia di Parma. Si è trattato di un’esperienza molto interessante per Vacanze nel Mistero per conoscere la storia della famiglia Sanvitale e ammirare ambienti ricchi di arte e fascino.

La Rocca, circondata da un ampio fossato ancora pieno d’acqua di risorgiva, conserva sale arredate e decorate che testimoniano la vita della nobiltà tra il Rinascimento e l’età moderna.

Purtroppo all’interno della Rocca Sanvitale non è concesso scattare fotografie, per preservare gli affreschi e gli ambienti storici. È invece possibile fotografare l’esterno del castello, il fossato e la piazza circostante, che offrono scorci molto suggestivi.

La visita è stata piacevole e coinvolgente, perché unisce arte, storia e curiosità, permettendo di scoprire un castello perfettamente conservato e ricco di testimonianze del passato. E parlando del passato della Rocca, è impossibile non citare più avanti la leggenda del fantasma di Maria Sanvitale.

Uno degli ambienti più celebri è la Saletta di Diana e Atteone, affrescata dal giovanissimo Parmigianino in circa 40 giorni, che rappresenta uno dei capolavori della pittura rinascimentale italiana. Le scene mitologiche rappresentano il momento in cui Atteone sorprende la dea Diana senza vesti mentre fa il bagno con le sue ancelle. Come punizione Atteone viene trasformato in cervo e, una volta ritornato a casa, azzannato a morte dai suoi stessi cani.

Durante la visita si possono osservare anche altre stanze con soffitti decorati, mobili d’epoca e preziosi oggetti appartenuti alla famiglia Sanvitale. Il momento più interessante sotto il profilo paranormale è stato l’ingresso nella torre sud dove è custodito l’antico sistema di lenti, una camera ottica che consentiva ai bambini della famiglia di osservare ciò che accadeva all’esterno del castello senza uscire dalle mura. Grazie a questo ingegnoso meccanismo era possibile vedere in tempo reale la piazza e i dintorni della Rocca, un’invenzione sorprendente per l’epoca.

Entriamo nel mistero

La leggenda racconta che tra le sale della Rocca Sanvitale si aggiri ancora oggi lo spirito di Maria Sanvitale, la figlia di Luigi Sanvitale e Albertina di Montenuovo. La piccola, come ricorda la lapide posta sulla parete dell’oratorio di San Carlo, visse solo cinque anni, sette mesi e sette giorni.

Nelle sale del piano nobile, sarebbe stata avvistata anche un’altra figura femminile, attribuita a Barbara Sanseverino, la contessa fatta decapitare da Ranuccio I Farnese nel 1612 a seguito della presunta congiura nei suoi confronti. Un suo ritratto è presente nella camera nuziale, mentre non vi è traccia nella galleria degli antenati del marito Giberto IV. Secondo la tradizione, il fantasma apparirebbe nelle ore notturne avvolto da un’atmosfera malinconica e reggendo in mano la propria testa mozzata.

Tra la fine 2018 e l’inizio 2019, il GIAP Roma (Ghost Hunters Roma) ha svolto un’indagine notturna accompagnati da due guide ufficiali del castello. Al termine dell’indagine sono stati rivelati i risultati raggiunti, che comprendono la foto di una figura alta circa 1,20 mt tra il salone e la sala dei piatti, la voce di una bambina che avrebbe detto “mamma” (udita dai presenti), una figura termica affacciata da una finestra dei piani alti, rumori insoliti nel sottotetto e sfere termiche nella sala del biliardo.

Insomma, la Rocca Sanvitale ha un enorme potenziale forse ancora in parte da scoprire. Un passato che spesso resta intrappolato nella materia stessa di cui sono fatte le mura e nelle sale di queste strepitose strutture che hanno visto il passare del tempo.

Lasciamo Fontanellato al tramonto per raggiungere l’ultima tappa di questo nuovo viaggio nel mistero. Lumachino ci porterà alla volta del castello di San Pietro in Cerro.

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