Eccoci ancora nel Monferrato, questa volta visiteremo il Castello di Giarole, località non distante da Casale Monferrato. Qui la leggenda narra della presenza del fantasma di un pittore… Il castello di Giarole è stato restaurato da poco, ma la sua parte originale più antica risale al XI secolo. Il restauro più evidente, quello che ha previsto anche un deciso ampliamento, è avvenuto tra il XIII e il XIV secolo a opera dei Malaspina. Il maniero è sorto con lo scopo di essere usato come punto di avvistamento e di difesa e, nei secoli, ha sempre mantenuto una bella architettura, che ne fa uno dei Castelli più di pregio dell’Alto Monferrato.
L’accesso al Castello di Giarole è rimasto l’originario passaggio attraverso il ponte levatoio, al quale si accede da una stradina in salita che prima attraversava il borgo. Le case del Borgo sono raccolte all’interno della seconda cerchia di mura, costruite nel 460 da Isnardo Malaspina.
Dall’antica Porta Maggiore si vedono ancora i segni del ponte di accesso. Più adiacente alle mura del Castello di Giarole, sono presenti quel che resta della prima cerchia di mura (secolo X). La fondazione del Castello è il frutto di un “diploma” concesso da Federico Barbarossa nel 1163 a quattro cavalieri della famiglia Sannazzaro, che li autorizzava alla costruzione di un maniero sui loro territori. La costruzione originaria risalirebbe alla seconda metà del 1200.
A sudest troviamo l’ala più antica del Castello di Giarole, con i resti del ponte levatoio, una bifora quattrocentesca e una torre con finestre gotiche rimaneggiate. L’ala sud, che è circondata da un fossato, ha subito opere di restauro nella seconda metà del settecento, mentre l’opera di restauro più evidente è avvenuta nel 1850 a opera di artisti come Andrea Gastaldi, Bartolomeo Giuliano e Paolo Emilio Morgari. In cima allo scalone principale, si prosegue per la sala da ballo, dove tra gli affreschi della volta si nota una figura che ricorda il pittore, morto qui mentre eseguiva la sua opera.
Durante le opere di decoro succede una disgrazia… Il giovane pittore cade e muore. Il suo spirito vaga tutt’oggi per le stanze del Castello di Giarole.

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Entriamo nel mistero
È in questi anni che vengono affrescati i soffitti del salone d’ingresso e della sala da ballo. Per i decori nella sala da ballo viene chiamato un pittore appartenente alla famiglia torinese Grosso, il quale si occupa di dipingere la parte centrale con l’allegoria della Pace e dell’Abbondanza.
La leggenda vuole che proprio durante la realizzazione di questi affreschi…Il giovane pittore si sporge e, a causa della mancanza di luce, cade e muore. Il suo fantasma vagherebbe per le stanze del castello di Giarole cercando la luce. L’attuale proprietario riferisce che, a cadenza regolare, trovino di notte il Castello completamente illuminato, luce che poco dopo si spegne da sola. Secondo la leggenda, a causare queste accensioni sarebbe il fantasma del pittore, ancora in cerca di luce attraverso le stanze del maniero.
Indagini e spiegazioni possibili
Al castello di Giarole non sembra siano state effettuate delle indagini scientifiche ufficiali circa la presenza o meno di fantasmi. Sul sito ValenzaNews si legge dell’intervento di un gruppo di appassionati del paranormale, chiamati Legends Investigations, i quali nel 2016 avrebbero indagato sulle presenze al castello. In particolare, il team avrebbe scoperto la presenza di un fantasma bambino, che alla domanda: “sei un bambino, ti stiamo disturbando?”, avrebbe fatto vibrare gli strumenti di metavisione.
Sul sito della Città di Novara, viene citata invece una prima indagine dello stesso team nel 2017 che avrebbe prodotto delle immagini strabilianti di un volto di donna. In particolare, viene riferita la partecipazione alle indagini da parte di un tecnico di metavisione e l’utilizzo di tutta una serie di strumentazioni compresi i misuratori di campi elettromagnetici, fotocamera full spectrum, ecc.
Nell’articolo viene fatto riferimento anche ad una sessione di TRC (tecnica a raggi catodici sistema BlenAr), che si legge possa far ricevere immagini e volti. Il risultato sono state due immagini: quella del volto di un bambino, come già riscontrato in precedenza, e quella di una figura femminile seduta nel salottino adiacente al guardaroba. Tra malfunzionamenti delle apparecchiature, problemi di batterie e rumori insoliti, il risultato più eclatante dichiarato dal team è una fotografia, nella quale si evidenzia un riflesso anomalo attribuito, secondo il tecnico dell’immagine, ad una donna vestita con abiti antichi.
Purtroppo il link per accedere all’analisi tecnica menzionata nell’articolo non è al momento accessibile, ne lo sono i link per accedere alla pagina ufficiale di legendsinvestigations.it
Conclusione
Sebbene la leggenda del castello di Giarole sia molto affascinante, al momento non si può dire che ci siano delle prove scientifiche a testimoniarla in modo ufficiale. Questo castello resta comunque molto interessante dal punto di vista architettonico e merita la visita dei suoi bei saloni decorati. Per quanto ci riguarda, anche questa visita è terminata, la giornata è sul finire e le ombre del castello diventano sempre più lunghe. Tra poco il buio avvolgerà tutto, chissà che spettacolo sarebbe vedere, improvvisamente, il Castello completamente illuminato! Uno dei centri più vicini a Giarole è Valenza, città molto conosciuta e sicuramente da visitare. Se vuoi approfondire la conoscenza di questa zona e delle sue storie attraverso la lettura, dai un’occhiata qui sotto ai libri consigliati sull’argomento.
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