Ghost Tour al castello di Bardi

Finalmente ci siamo. Sabato 26 luglio 2025, dopo tanta attesa il Ghost Tour al castello di Bardi sta per iniziare. È ancora chiaro, ma presto gli ultimi raggi del sole coloreranno di tinte pastello questo luogo da cartolina.

Mentre il sole cala lentamente sulla Val Ceno, il cielo si tinge di rosso e arancio e la sagoma della fortezza, protesa sullo sperone di roccia, diventa sempre più scura e imponente. Pronto a varcare il ponte levatoio insieme a Vacanze nel mistero?

Entriamo all’interno della fortezza

Già dall’esterno, la fortezza sembra sospesa nel tempo e il silenzio della sera amplifica ogni cosa. La visita guidata inizia dal Rivellino, uno stretto passaggio, oggi a cielo aperto, che al tempo era l’unico modo per raggiungere l’ingresso principale. Il tragitto, oltre a essere stretto, è anche abbastanza tortuoso e conduce al primo portone d’accesso. Anche quest’ultimo è uno spazio abbastanza ristretto, per impedire al nemico l’utilizzo dell’ariete durante gli assalti.

Ecco l’ingresso vero e proprio, con il ponte levatoio medievale, ancora funzionante, che segna l’ingresso dentro le possenti mura, mentre le luci si fanno sempre più tenui. Il tono della guida è sommesso, ogni scricchiolio e ogni passo sembrano un ritorno indietro nel tempo, nella storia della fortezza, in un’epoca in cui la paura e il mistero avevano un volto concreto.

Giungiamo di fronte allo stemma della famiglia Landi. Qui l’After Life Team attende i partecipanti per la presentazione degli strumenti utilizzati durante le indagini e una panoramica sui loro metodi di ricerca. Il gruppo ci accompagnerà durante il percorso di visita, mostrando di volta in volta l’utilizzo delle apparecchiature fino al briefing finale con la condivisione delle loro esperienze più suggestive. Ci teniamo a sottolineare la professionalità dimostrata dal team, che si distingue per un atteggiamento sobrio e rispettoso, lontano da qualsiasi intento sensazionalistico.

Una delle soste della visita guidata è nella piazza d’armi, oggi molto ridotta rispetto alle dimensioni originarie, da dove la guida prepara all’ingresso alla stanza delle torture. La porta di ingresso a questa zona si chiama porta della morte, un nome che fa già presagire qualcosa.

Ma è solo una volta dentro che il visitatore si rende conto davvero del tasso di crudeltà che veniva raggiunto a quel tempo nei confronti di chi infrangeva la legge. La guida ci tiene a precisare che la posizione originaria della stanza delle torture non era quella attuale, subito adiacente alla cucina. Infatti, nella stanza è presente una porticina di legno sbarrata, che conduce a un sotterraneo, oggi inagibile e impraticabile, da dove sono stati estratti i diversi sistemi di tortura e afflizione oggi esposti.

La stanza delle torture è sicuramente quella che ha avuto il più alto impatto fisico ed emotivo sui partecipanti. L’aria era densa, quasi immobile. In quel momento, alcuni hanno avvertito sensazioni spiacevoli: un senso di nausea, giramenti di testa e un malessere diffuso. La visita si è persino interrotta per qualche minuto a causa di un partecipante che non riusciva a proseguire, per fortuna una volta uscito da quella stanza si è sentito meglio. Nel momento stesso in cui l’uomo ha accusato il malessere, uno degli strumenti utilizzati dai ricercatori del paranormale ha smesso di funzionare improvvisamente, come se si fosse scaricato. Pochi istanti dopo, una luce posizionata sopra a una trave per illuminare i gradini di una scala di pietra, ha iniziato a lampeggiare in modo anomalo fino a spegnersi, nonostante le pile fossero inizialmente cariche.

A questo punto l’atmosfera si è fatta ancora più intensa, la guida ha proseguito il racconto della storia della fortezza e ci ha invitati a proseguire lungo i camminamenti, da dove si gode una vista magnifica sul paese di Bardi e sulla campagna circostante.

Una volta giunti alla torre, il gruppo di After Life ha mostrato altri strumenti che vengono utilizzati durante le indagini sulle probabili entità paranormali.

E finalmente la guida ha condotto il gruppo ai piedi del mastio, il luogo più inquietante dell’intera fortezza e dove l’atmosfera si è fatta ancora più tesa. Qui inizia la narrazione della leggenda del castello di Bardi, con il racconto delle apparizioni documentate negli anni, tra cui la celebre fotografia del presunto fantasma di Moroello, esposta ai piedi della scalinata del mastio.

La leggenda di Soleste e Moroello

Della leggenda del castello ne abbiamo già parlato in questo articolo, questa notte entriamo davvero nell’atmosfera del luogo e riusciamo a percepire tutto il dolore e il senso di angoscia che qui è quasi palpabile. Le mura e i gradini della fortezza sprigionano un’energia che è difficile da ignorare. Immaginiamo i sentimenti che può aver provato una giovane fanciulla pensando di aver perso per sempre il suo innamorato e, al tempo stesso, il senso di colpa che può aver provato questo valoroso Cavaliere pensando che, forse, è stato il responsabile di questa tragedia.

La visita al castello termina qui, ci soffermiamo volentieri al briefing finale con l’After Life Team, che mostra alcuni video dove sono state rilevate delle anomalie durante le indagini e ci incamminiamo verso casa. Lungo il tragitto, la mente continua a ritornare a quella fotografia, un’immagine che resta dentro…per molto tempo.

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