Esperienze extracorporee indotte dal silenzio estremo

Nei luoghi di quiete assoluta è possibile avere esperienze extracorporee e sentirsi “uscire dal proprio corpo”. Si tratta di un’illusione, di un sogno…o di un passaggio verso un’altra dimensione della coscienza? Quando la mente viene privata di ogni stimolo, genera dei fenomeni interiori intensi, come la sensazione di presenze o una percezione alterata del tempo, ma le esperienze extracorporee sono eventi ancora più suggestivi e difficili da spiegare.

Esperienze extracorporee indotte dal silenzio

Cosa accade alla coscienza quando viene isolata da stimoli esterni? Lo sa bene chi ha trascorso del tempo in ambienti estremamente silenziosi, come eremi e monasteri. Alcuni riferiscono di provare la sensazione di uscire dal proprio corpo. Il silenzio assoluto gioca un ruolo fondamentale in questo processo, perché attiva i sensi e le percezioni più profonde.
Le esperienze extracorporee sono tutt’altro che rare: le OBE (Out of Body Experiences) sono percezioni in cui la persona si sente separata dal proprio corpo fisico, con la sensazione di fluttuare e osservarsi dall’alto.

Tart è stato uno dei primi ricercatori a studiare scientificamente le OBE.
Lo stesso ha dimostrato che stati di isolamento, meditazione profonda e riduzione degli stimoli sensoriali possono facilitare la sensazione di “uscire dal corpo”. (Tart, 1968).

Di solito queste esperienze vengono vissute a seguito di eventi stressanti, traumi e stati meditativi profondi. Negli ultimi anni, però, si parla anche di esperienze extracorporee spontanee in ambienti di silenzio estremo.

Testimonianze scientifiche di esperienze extracorporee

Cosa dice la scienza al riguardo? Studi neuroscientifici mostrano che la riduzione degli stimoli sensoriali può alterare l’integrazione tra corpo e spazio, generando sensazioni di distacco dal sé fisico e percezioni simili alle esperienze extracorporee (Blanke et al., 2004). Nello specifico, alterazioni dell’integrazione multisensoriale, come quelle che avvengono nel silenzio estremo o nell’isolamento, possono generare:

  • Sensazione di uscire dal corpo
  • Percezione di sé dall’alto
  • Distacco dal corpo fisico

Lo studio ha quindi dimostrato che il silenzio profondo è in grado di far perdere ogni riferimento esterno, aprendo la porta all’interiorità estrema, come accade all’Eremo di Camaldoli, per fare un esempio.

Esperienze extra corporee: l’ultima parola alla scienza

Secondo alcuni neuroscienziati il cervello, in assenza di stimoli sensoriali, può riempire questo vuoto con sensazioni auto generate simili a sogni lucidi. La disconnessione sensoriale altera l’orientamento corporeo facendo emergere un vissuto “al di fuori di sé”. Altri studiosi, invece, ipotizzano che durante questo tipo di esperienza la coscienza si espanda oltre i limiti del corpo, entrando in uno spazio interposto tra mente, percezione e trascendenza.

Conclusione

Le esperienze extra corporee sono illusioni neurologiche, suggestioni che derivano dall’ambiente o, forse, un meccanismo che permette alla mente di “staccarsi” dal corpo in situazioni di quiete assoluta? Ci sono, infine, tradizioni spirituali (orientali e sciamaniche), dove queste esperienze vengono considerate esplorazioni della coscienza. In quest’ultimo caso, quindi, il silenzio è una soglia sacra.

Psicomisteri: oltre il singolo fenomeno

Questo articolo fa parte della sezione Psicomisteri, uno spazio dedicato ai fenomeni in cui la mente incontra l’inspiegabile: esperienze interiori, luoghi che trasformano la percezione e misteri della coscienza.
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Riferimenti:
Tart, C. T. (1968). A psychophysiological study of out-of-the-body experiences in a selected subject. Journal of the American Society for Psychical Research, 62, 3–27.
Blanke, O., Ortigue, S., Landis, T., & Seeck, M. (2004). Stimulating illusory own-body perceptions. Nature, 419(6904), 269–270.

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