Dentro il silenzio della chiesa di San Bartolomeo

Siamo a Gorra, una frazione di Finale Ligure in provincia di Savona, per vedere da vicino questa chiesa sconsacrata e abbandonata al suo destino. Si tratta della chiesa di San Bartolomeo, risalente sembra al XIV secolo. Arrivando nei pressi della chiesa, la cosa che balza subito agli occhi è il campanile, in discrete condizioni se paragonato al resto della struttura che è quasi completamente crollata. È presente una transennatura che divide la via di passaggio, ma ci sono molti varchi aperti, per cui per entrare e visitare la chiesa, non si commette nessuna effrazione, non sono presenti nemmeno cartelli di proprietà privata. Il portone di legno è spalancato, immobile e corroso dal tempo. Quanto tempo? Questa rovina, in stato di abbandono dagli anni ’60, un tempo doveva essere una bellissima chiesa con interni di pregio e affreschi. Sembra che il terreno sul quale giace sia a rischio di frana, per cui fu costruita una nuova chiesa più a monte lasciando questo gioiello architettonico in balia degli agenti atmosferici.

Oggi la Chiesa di San Bartolomeo si presenta così, con la sua polvere sottile che fluttua come cenere leggera. Un incontro con il passato che si sgretola lentamente. All’interno della chiesa non c’è più segno del pavimento, erba e rovi hanno preso il sopravvento tra i cumuli di calcinacci e frammenti di intonaco colorato. Del tetto sono rimaste solo alcune assi di legno, il resto è crollato. Procedendo con cautela notiamo profonde crepe nelle pareti, dalle quali si vede il cielo. Sembra impossibile che queste mura abbiano ancora la forza di stare insieme e reggersi in piedi. Questione di tempo, forse. Nel frattempo, questi frammenti di storia parlano più del silenzio che li circonda e mantengono una forma di dignità: un equilibrio fragile tra rovina e bellezza.

 

Ogni tanto arriva una folata di aria che profuma di umido e di muschio, di pietra antica. In questo ambiente spoglio e dimenticato, percepiamo una presenza silenziosa, non in senso soprannaturale, ma la semplice forza del tempo che passa e lascia le sue tracce. In questo spazio immobile si ha come la sensazione di interrompere qualcosa: non un rito, ma una lunga attesa. La chiesa di San Bartolomeo continua a raccontare la sua memoria, prima di scomparire del tutto.

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