Il Castello di Trani si trova nell’omonimo comune in Puglia e si erge a ridosso del mare, su un piano roccioso in posizione strategica per proteggersi da assalti nemici. Le mura del castello sono impregnate di una storia inquietante e spaventosa, che racconta la storia di un tradimento.
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Entriamo nel mistero
Il Castello di Trani sarebbe legato alla presenza di un fantasma, si tratterebbe dello spettro di Armidia, la moglie del feudatario, morta tragicamente tra le mura del maniero. Dopo aver scoperto il tradimento della moglie con un cavaliere, il feudatario, uomo molto geloso, pugnalò l’amante della donna e ordinò che la sventurata venisse rinchiusa in una cella nei sotterranei del castello fino alla sua morte.
Da quel momento, lo spettro della donna si aggirerebbe per la fortezza, in cerca del suo perduto cavaliere. Il fantasma sarebbe stato avvistato vestito con una veste grigio scuro. L’apparizione avrebbe mantenuto i suoi occhi azzurrissimi e i capelli neri e lunghi. Lo spettro, secondo i racconti, sarebbe molto schivo ed eviterebbe il più possibile di entrare in contatto con i visitatori.
Nonostante la leggenda che vi abbiamo appena raccontato, ce ne sarebbe una seconda che vede come protagonista la contessa di Caserta Sifridina. La stessa, dopo essere stata giudicata colpevole di cospirazioni nei confronti dei signori dell’epoca, sarebbe stata rinchiusa nelle segrete del Castello di Trani tra il 1268 e il 1279.
La sua morte sarebbe avvenuta dopo 11 anni di prigionia e il suo fantasma non avrebbe mai lasciato le mura della fortezza. Chissà se Armidia e Sifridina sono due entità separate o se si tratta della stessa persona? Il nome di Armidia, che in celtico vorrebbe dire Armis, ovvero donna forte e combattiva, potrebbe darci una risposta. Infatti, forte e combattivo era anche il temperamento di Sifridina, che preferì morire al freddo in una segreta piuttosto che tradire i propri principi.
Oltre la leggenda
La leggenda di Armida al Castello di Trani è un mix di folklore e rielaborazione storica, molto probabilmente ispirata alla figura storica di Sifridina, Contessa di Caserta. Quest’ultima sarebbe stata imprigionata nel castello dal 1268 al 1279, accusata di cospirazione contro di Angioini.
La narrazione popolare, tramandata di generazione in generazione, può aver trasformato quanto accaduto a Sifridina in una tragica storia d’amore che ha avuto come protagonista proprio Armidia.
Storicamente, quindi, fu Sifridina a morire nelle segrete del castello e non Armidia. Quest’ultima potrebbe essere stata idealizzata come figura romantica e misteriosa.
Oggi il castello è gestito dalla Direzione Regionale Musei Puglia, che mantiene un’attenzione focalizzata esclusivamente alla valorizzazione storica e architettonica del sito.
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