Tra le colline che circondano Parma sorge uno dei castelli più romantici d’Italia: il magnifico castello di Torrechiara. La struttura si presenta in tutta la sua imponenza, con le alte mura in pietra, le torri merlate e il ponte d’ingresso che sembrano sospesi nel tempo, come se gli ultimi cinquecento anni non fossero mai trascorsi.
È uno di quei luoghi che non hanno bisogno di presentazioni: basta guardarli per immaginare cavalieri, dame, assedi e antiche vicende che ancora sembrano riecheggiare tra le mura. Costruito nel XV secolo dal conte Pier Maria Rossi, il castello di Torrechiara domina il paesaggio con la sua sagoma perfettamente conservata, tuttavia dietro la sua straordinaria bellezza si nasconde anche una storia d’amore destinata a non avere mai fine.

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La leggenda del castello
La protagonista della leggenda è Bianca Pellegrini d’Arluno, nobildonna milanese e grande amore di Pier Maria Rossi. Il conte fece costruire il castello anche come simbolo del loro amore, decorando la celebre Camera d’Oro con affreschi dedicati alla coppia. I due erano entrambi già sposati e il castello rappresentò un luogo protetto in cui vivere la loro storia d’amore.
Secondo la tradizione, Bianca continuò ad amare Pier Maria anche dopo la morte e lo spirito dell’uomo non avrebbe mai lasciato Torrechiara. All’interno della Camera d’Oro, una delle parti più suggestive della visita, è presente un nastro dipinto che lega i due cuori con le loro iniziali e il motto: nuct et semper (ora e sempre).
Secondo la tradizione, il fantasma di Pier Maria Rossi seguirebbe la via del Rio delle Favole arrivando al castello alla ricerca di Bianca pronunciando proprio questo motto. La descrizione dei testimoni parla della figura di un uomo anziano vestito con abiti civili, depresso e piangente.
Ci sarebbe poi un’altra presenza al castello di Torrechiara. Sebbene verrebbe spontaneo pensare che si tratti proprio di Bianca, sembra che la figura femminile avvistata in più occasioni vesta abiti del ‘600 e venga attribuita a una donna che fu murata viva in una stanza del castello dal marito. La giovane donna era trascurata dal consorte e viveva in completa solitudine, così iniziò a cercare la compagnia di altri uomini.
Sembra che l’apparizione di questa dama sfortunata non sia affatto inquietante, infatti vagherebbe per il castello alla disperata ricerca di amore e dimostrando la sua esuberanza con baci appassionati a chi ha la fortuna di incontrarla.
Entriamo nel mistero
Molti raccontano di aver percepito una figura femminile lungo i corridoi del castello. Altri parlano di passi, leggere ombre lungo le scale e improvvise sensazioni di nostalgia. Secondo la leggenda, Bianca apparirebbe soprattutto nelle sale decorate con gli affreschi dedicati al loro amore. La sua presenza sarebbe discreta e malinconica, come quella di una donna che continua ad attendere il ritorno dell’uomo che ha amato.

La storia del castello
Il castello di Torrechiara venne costruito tra il 1448 e il 1460 da Pier Maria Rossi. Oltre alla funzione difensiva, rappresentava una residenza di prestigio destinata anche a celebrare l’amore tra il conte e Bianca Pellegrini. Ancora oggi la splendida Camera d’Oro costituisce uno dei più importanti esempi di pittura rinascimentale italiana. Il castello appartiene allo Stato ed è gestito dal Ministero della Cultura.

Arrivati al castello abbiamo incontrato la biglietteria e scoperto che non era prevista una visita guida, bensì l’accesso in autonomia all’interno del castello. Percorrendo quindi il percorso guidato siamo finalmente giunti nel grande cortile d’onore con il pozzo. Nonostante la presenza di decine di turisti, regnava un insolito silenzio e raccoglimento. Dal cortile si ha acceso a una piccola cappella e alle scale che conducono al primo piano.






La visita alle stanze del castello di Torrechiara, con le sue sale decorate con eleganti paesaggi e vedute che donano luminosità agli ambienti, è un vero viaggio nel Quattrocento tra ambienti ricchi di storia, arte e fascino. Ogni stanza testimonia come il castello non fosse soltanto una fortezza difensiva, ma anche una raffinata dimora signorile.
Camminando tra queste sale si respira un’atmosfera unica, che raggiunge il suo apice all’interno della Camera d’Oro, la stanza più preziosa del castello. Le sue pareti sono decorate con splendidi affreschi che narrano l’amore tra Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini. Le scene mostrano Bianca mentre attraversa i territori del conte alla ricerca dell’amato, in un racconto simbolico che celebra l’amore cavalleresco. Le decorazioni, un tempo arricchite con foglie d’oro, rendono questo ambiente uno dei più importanti esempi di pittura tardogotica italiana.

Nonostante per la maggior parte del tempo fossimo soli, non abbiamo avuto percezioni particolari, tranne un senso di pace e tranquillità. Proseguiamo il nostro viaggio nel mistero verso la Rocca Sanvitale.

