Castello di Rivalta: storia e leggende

Il Castello di Rivalta si trova nel comune di Gazzola, a circa 14 chilometri da Piacenza, su una scarpata scoscesa lungo la riva del fiume Trebbia. Questo sontuoso castello è oggi abitato dai Conti Zanardi Landi e ospita il Museo del Costume Militare.
Come altri manieri del territorio romagnolo, anche il Castello di Rivalta é stato al centro di agguerriti combattimenti e teatro di scontri sanguinosi, a partire dai contrasti tra guelfi e ghibellini fino alle guerre napoleoniche. Una storia complessa e cruenta, che ha garantito al castello, insieme al prezioso restauro, una forte identità. Un viaggio nel tempo, tra torri maestose e stanze affrescate.

Storia del Castello di Rivalta

Le prime citazioni storiche del castello di Rivalta risalgono al 1025. La fortificazione, sebbene in posizione anomala rispetto alla maggior parte dei baluardi difensivi, sorge in un’ansa riparata dalle sponde del fiume Trebbia e al centro di un’importante via di comunicazione tra l’omonima vallata e il mar ligure.

Il castello venne donato nel 1048 da Enrico III al monastero di San Savino di Piacenza. Durante il XII secolo, la fortezza era dominata dai Malatesta e nel 1255 venne distrutto, insieme agli altri presidi della famiglia su ordine di Oberto Pallavicino.

Successivamente, agli inizi del XIV secolo, il maniero fu ceduto a Obizio Landi, famiglia che lo possiede tutt’oggi e che ne ha fatto nei secoli seguenti una sontuosa residenza signorile. Oggi del castello di Rivalta, amministrato dai Conti Zanardi Landi, sono visitabili il parco, le numerose sale, la torre, la galleria, la cantina e le prigioni. Racchiusa tra le possenti mura del castello c’è tutta la sua storia, fatta di lotte per il potere, battaglie e tradimenti.

La struttura del castello

Il castello di Rivalta si trova nell’antico borgo, complesso fortificato racchiuso nella cinta muraria, al quale si accede attraverso un ingresso ad arco a sesto acuto. Subito dentro al borgo si incontra il dongione, alto 36 metri, che anticamente costituiva la torre principale e in seguito venne adibito a torre di avvistamento.

Il castello ha pianta quadrata, con al centro il cortile loggiato, decorato con cornici e capitelli. Una bella torre di forma cilindrica si eleva al di sopra della struttura con un camminamento che permette una vista a tutto tondo sul panorama sottostante.

I fantasmi del castello

Battaglie e conflitti, tra i quali ricordiamo l’assedio del generale Gil De Has (1636), il saccheggio dei soldati tedeschi guidati dal generale Berenklau (1746) fino agli assalti del generale MacDonald (1799), hanno lasciato sul campo moltissime vittime e hanno contribuito alla nascita di racconti e leggende che circondano il castello. Una di queste riguarderebbe la presenza a corte di un simpatico spirito, che si divertirebbe a spegnere e accendere le luci in modo scherzoso. Si tratta del fantasma del cuoco Giuseppe, ucciso durante il Settecento dal maggiordomo, per avergli corteggiato la consorte.

Nel 1700 Giuseppe era il cuoco di corte. Uomo che amava la buona tavola, era anche amante delle belle donne. Una donna, in particolare, era rimasta impressa nella sua mente: la giovane sposa del maggiordomo. Ammaliato dalla sua bellezza, il cuoco non resistette alla tentazione di corteggiarla, scatenando così la gelosia del marito. Fu così che il maggiordomo un giorno diede sfogo alla rabbia per l’offesa subita accoltellando e uccidendo il cuoco.

Da quel momento, il fantasma di Giuseppe non ha lasciato il castello, ma si diverte a presentarsi all’improvviso di fronte ai visitatori, facendo partire elettrodomestici inutilizzati, spegnendo e accendendo le luci. Come si legge sul sito ufficiale del castello, la stessa sperienza sarebbe stata vissuta anche dalla principessa Margaret d’Inghilterra, che trascorse una notte al maniero negli anni Ottanta. Sembra che anch’essa abbia riferito di un anomalo funzionamento delle luci, rumori, e spostamento di mobili e oggetti nella zona del castello che si affaccia sul Trebbia, spazio un tempo occupato dalle cucine. Il fantasma del cuoco preferirebbe farsi sentire nei momenti in cui il castello è particolarmente affollato, ma sarebbe di animo buono, perlopiù scherzoso.

Il secondo fantasma del castello di Rivalta sarebbe quello di Pietro Zanardi Landi, fratello di Galvano e da quest’ultimo ucciso per accaparrarsi l’intera eredità. Lo spettro avrebbe vagato nel castello fino al 1890, cioè finché il castello non passò ai suoi discendenti, per poi ripresentarsi di nuovo nel 1970 in occasione della visita di un membro della famiglia dell’antico assassino. Si racconta che il malcapitato ospite sia stato tormentato per tutta la notte.

DOVE: Il castello si trova a Rivalta, frazione nel comune di Gazzola in provincia di Piacenza, Emilia Romagna – info@castellodirivalta.it
COME ARRIVARE: Al Castello di Rivalta si arriva: da Nord con Autostrada Milano/Bologna uscita Piacenza sud, proseguendo in direzione Rivalta-Bobbio-Parma; da Genova Autostrada A7, A21/E70 direzione Piacenza/Brescia, uscita Castel S. Giovanni e proseguendo su SP 412R della Val Tidone direzione Rivalta.
In treno la stazione di riferimento è quella di S. Nicolò. Da qui è possibile proseguire con i bus E6 e E13
Date, orari e costi delle visite guidate sul sito ufficiale

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