Castello di Pagazzano: leggende, indagini e misteri

Il castello di Pagazzano è uno dei gioielli storici più affascinanti della Bassa Bergamasca. Situato a pochi chilometri da Treviglio e Caravaggio, questa magnifica fortezza trecentesca rappresenta uno dei castelli difensivi meglio conservati della Lombardia. Il suo primato è unico: è infatti l’unico castello della bergamasca ad aver conservato integralmente il proprio imponente fossato ancora oggi colmo d’acqua. Le antiche torri, i ponti levatoi e le mura in mattoni sembrano sospesi nel tempo.

Varcare il suo ingresso significa intraprendere un affascinante viaggio nel Medievo, tra guerre, intrighi e le antiche vicende della potente famiglia Visconti. Ma il castello di Pagazzano non custodisce soltanto secoli di storia. Tra le sue mura, nei sotterranei e lungo il fossato, da generazioni circolano racconti di presenze misteriose, antichi passaggi segreti e apparizioni che continuano ad alimentare il fascino del maniero. Realtà, suggestione o qualcosa di inspiegabile? È ciò che scopriremo durante la nostra prossima visita che si terrà a breve. Intanto, conosciamo un po’ meglio il castello e la sua storia.

Breve storia del castello

Si hanno notizie di una prima fortificazione a Pagazzano a partire dal 1186, probabilmente una torre difensiva nei pressi del campanile della parrocchia. Notizie del nucleo originario del castello di Pagazzano risalgono al XIV secolo e la struttura definitiva è stata realizzata tra il 1450 e il 1475 per esigenze difensive.
Oggi il maniero conserva gli elementi architettonici originari in un connubio perfetto con i miglioramenti della seconda metà del ‘400.

Gli ambienti rispecchiano anche l’economia agricola del territorio, con un maestoso torchio per l’uva, le stalle, le scuderie e i granai. Durante la sua lunga storia, il castello di Pagazzano ha ospitato personaggi illustri come Francesco Petrarca, grazie al quale il maniero fu risparmiato dalla distruzione ordinata da Bernabò – per motivi di sicurezza – nei confronti di tutti gli altri castelli della zona.

Alla morte di Bernabò, il castello divenne di proprietà di Gian Galeazzo, che successivamente (1386) lo donò alla moglie Caterina. La proprietà del maniero tornò alla famiglia Visconti nel 1465 e solo nel 2000 è stato acquistato dal Comune di Pagazzano, che ha curato le opere di restauro.

Le leggende del castello

Dopo molteplici adattamenti nel corso degli anni, oggi il maniero è sede di rassegne teatrali, convegni e laboratori didattici. Ma la storia e le leggende non hanno mai subìto un declino: incamminarsi all’interno del castello vuol dire trovarsi proiettati indietro nel tempo, direttamente nella corte di Bernabò.

I racconti popolari parlano di misteriosi passaggi che collegherebbero il castello con le altre fortificazioni della zona e che venivano usati dai signori del castello per fuggire durante gli assedi. Ci sono poi le leggende, tramandate di generazione in generazione, che riguardano presenze inquietanti: alcuni visitatori avrebbero riferito di essere stati testimoni di anomalie significative durante la visita, come ombre fugaci e repentini cambi di temperatura.

Una delle storie più suggestive riguarda il mistero di una figura femminile, identificata come il fantasma di Margherita, una fanciulla malinconica, che apparirebbe occasionalmente nelle sale del castello, confondendosi con i visitatori.

Altre volte è stata vista nei giardini, camminare silenziosamente tra i fiori. Si tratta di una leggenda frutto del fascino del luogo? Eppure, come tutte le storie che resistono al passare del tempo, questo racconto continua ancora oggi ad alimentare il mistero.

Il gruppo HHMT (Hidden Hunters Mystery Team) ha svolto delle sessioni di investigazione tecnica notturna ottenendo alcuni risultati molto interessanti, come frequenze anomale nei sotterranei e sui camminamenti, fluttuazioni elettromagnetiche in alcune sale e sbalzi termici nei pressi del fossato.

Il castello è da sempre in cima alla nostra “lista dei desideri” dei luoghi da visitare. Per questo motivo non potevamo perdere l’occasione di partecipare alla visita guidata notturna. Siamo sicuri che se il maniero ha qualcosa da trasmettere, lo sentiremo.

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