Ci sono serate che sembrano iniziare solo con tanta curiosità e finiscono per lasciarti addosso qualcosa di difficile da spiegare. È esattamente ciò che è successo durante la nostra visita al castello di Gropparello: un’attesa carica di tensione che si è trasformata presto in un brivido lungo la schiena non appena varcato il ponte levatoio.
Il castello di Gropparello si trova a circa trenta chilometri da Piacenza, adagiato sui verdeggianti Colli Piacentini della Val d’Arda. Si tratta di un territorio ricco di storia, ritrovamenti archeologici e molti castelli. Uno di questi, in particolare, ha da sempre stuzzicato la nostra fantasia: il castello di Gropparello e la sua suggestiva leggenda. Si parla di una donna vissuta nel Medioevo che fu murata viva in una stanza segreta del castello. Che dite, sufficiente per partire?
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L’attesa
Durante il pomeriggio abbiamo girovagato nei paraggi in attesa del nostro appuntamento con il mistero. Una bella sorpresa è stata scoprire nelle vicinanze la presenza di altri due siti molto interessanti. Il primo che abbiamo visitato è la Rocca Viscontea di Castell’Arquato, un borgo che ti racconta il Medioevo, con il suo imponente Mastio che ospita il Museo multimediale della vita medievale. Passeggiando per il borgo si incontrano la Collegiata di Santa Maria Assunta, l’Ospedale Santo Spirito e il Palazzo del Podestà. Infine, uscendo dal borgo dalla parte opposta, abbiamo incontrato Palazzo Stradivari.





Le segrete della Rocca Viscontea sono il punto dove si sviluppa la leggenda di Spadone, Laura e Sergio. Si racconta che il Cardinale Sforza nel 1620 avesse condannato a morte i due uomini accusati di cospirazione verso la Signoria. I detenuti, rinchiusi nei sotterranei della Rocca, furono liberati dalla bella Laura, figlia del carceriere. Tutti e tre, però, furono processati e giustiziati e si dice che si aggirino ancora oggi nelle vicinanze della Rocca.






A una decina di chilomentri di distanza da Castell’Arquato, la nostra seconda tappa è stata il castello di Vigoleno. Un bellissimo borgo fortificato che conserva la struttura medievale del X secolo. Distrutto e ricostruito più volte, il castello dalla fine del trecento agli inizi del novecento è appartenuto alla Famiglia Scotti. Nel 1922, dopo il restauro della principessa Ruspoli Gramont, il sito è diventato un ritrovo culturale, vedendo il passaggio di personaggi come Gabriele D’Annunzio. Il borgo è racchiuso da una bella cinta muraria, sormontata dai camminamenti che regalano una splendida vista su tutta la vallata circostante.


Qui, arrivati in prossimità delle prigioni, l’atmosfera è rimasta sospesa, come se quel silenzio raccontasse le storie passate. Abbiamo indugiato per diversi minuti tra gli spazi angusti delle prigioni, avvertendo tutta la pesantezza e la tristezza del luogo.
Le ultime luci sulle mura del Castello di Gropparello
Lasciato Vigoleno ci dirigiamo verso la nostra meta principale, mentre le luci del giorno si colorano di arancione e il sole lentamente svanisce dietro le colline. Il dolce tepore primaverile si affievolisce e l’aria si fa più pungente man mano che ci avviciniamo. Un grande parcheggio ci attende quasi deserto, è qui che lasciamo l’auto e ci dirigiamo a piedi verso l’ingresso.
Arriviamo di fronte ad un grande cancello di ferro chiuso e forse è iniziata in questo esatto momento la sensazione che il castello non fosse “aperto” alla nostra visita. Proseguendo di qualche passo lungo la statale, entriamo nella proprietà attraverso il complesso che comprende anche la Taverna Medievale, ristorante del castello, e la reception. Siamo circondati dal verde, il paesaggio è davvero molto bello e rilassante, il silenzio è quasi assoluto. Questo è uno di quei castelli che tutti abbiamo sentito nominare parlando di leggende, ma più per il nome che per il ricordo della sua struttura in particolare. Appena giunti di fronte alle mura, eccolo lì: fermo nel tempo, con quell’equilibrio strano tra bellezza e silenzio. È a questo punto che ti ritrovi immobile a osservarlo.
Ma quello è solo l’inizio.


Quando il luogo si fa sentire
Arrivare al Castello di Gropparello al calare della sera è stata una sensazione particolare, non è solo quello che vedi ad essere diverso, ma è proprio come cambia la percezione. Il bosco intorno trattiene i suoni, l’aria diventa pesante e le voci, istintivamente, si abbassano. Non è suggestione costruita, ma una sensazione fisica quasi impercettibile.


Dentro le mura di questo castello c’è una leggenda molto conosciuta, quella di Rosania Fulgosio, una morte violenta e decine di testimonianze circa la presenza di energia residua, di cui ho parlato anche in questo articolo. Ciò che ci ha veramente stupiti è il fatto che durante la visita la nostra guida, che poi abbiamo scoperto trattarsi della figlia del proprietario, non abbia fatto il minimo accenno alla leggenda.


Nonostante l’inevitabile delusione, questo particolare non ha distolto la nostra attenzione dall’obiettivo primario: ascoltare il castello. E il castello si è lasciato ascoltare, come all’interno del grande salone, dove si percepiva chiaramente un’aria diversa, non più fredda ma più densa, più pesante, come se l’ambiente fosse più “carico“.
Ci sono stati momenti in cui nel silenzio sentivamo il nostro respiro diventare più rumoroso ma la sensazione più forte è arrivata nella stanza della musica: niente di visibile, solo la percezione, non ostile, non spaventosa, ma percepibile. Ci siamo guardati senza parlare: non serviva.



In questi casi la mente può giocare sicuramente un ruolo importante, in base anche alle credenze e aspettative personali, ma ci sono sensazioni che si possono sentire, sebbene non tutti siano in grado di sentire con la stessa intensità. Sono sensazioni fisiche e un attimo dopo non ci sono più. Sono piccoli segnali: una piccola esitazione nell’entrare in una stanza, l’istinto a fermarti un secondo in più o il leggero irrigidirsi delle spalle. Sarebbe del tutto banale ridurle sempre e comunque a suggestione.
Rosania Fulgosio
Arriviamo finalmente alla leggenda, del resto siamo qui per questo. E, mentre la nostra guida racconta la formazione delle splendide rocce che ammiriamo dalla cima della torre, dimostrando tra l’altro un’ottima conoscenza e preparazione, noi ci perdiamo inesorabilmente in ciò che ci piace di più: il mistero.
La triste storia di Rosania è una vicenda tragica: la morte prematura di una giovane donna accusata dal marito di tradimento. La povera Rosania fu rinchiusa in una stanza segreta e dimenticata per sempre. A distanza di secoli il suo spirito potrebbe davvero essere rimasto in quel limbo, in quello spazio sospeso tra la vita e la morte.
Negli anni sono stati scritti centinaia di articoli sulla presenza paranormale, gruppi di ricerca hanno fatto le loro indagini e sul sito ufficiale del castello compaiono numerose fotografie scattate dai turisti in visita, dove sono state immortalate alcune anomalie. Il castello conserva ancora oggi degli spazi non visitabili per motivi di sicurezza, che forse nascondono la famosa stanza segreta dove fu murata la giovane.
Nel 2017, il medium e sensitivo Umberto Di Grazia ha visitato il castello, avvertendo una presenza vicino al pianoforte e un uomo con la barba e bastone che vagherebbe tra le mura. Lo stesso proprietario, Gianfranco Gibelli, ha documentato la sua esperienza personale con le presenze del castello in due romanzi: “Indagine su una presenza inquietante” e “La Compagnia Invisibile“.
Negli ultimi anni l’interesse per il lato paranormale del castello sembra essersi un po’ affievolito da parte della proprietà, che ha deciso di dare più spazio ad attività meno misteriose e più vicine alle famiglie e ai bambini. È così che è nato il Parco delle Fiabe, primo parco emotivo d’Italia, con percorsi magici nel bosco e avventure che fondono didattica, natura e teatro.
Mentre il castello oggi si veste di colori e allegria per accogliere le famiglie, l’eco della storia di Rosania sembra farsi più discreta, ma il fascino più autentico e profondo del maniero, il mistero che per secoli ne ha custodito l’anima è ancora presente e non fa sforzi per nascondersi. Nel silenzio che scende sulle mura del castello si percepisce ancora un’attesa sospesa. Forse Rosania avrebbe ancora qualcosa da dire.
Al termine della visita guidata, veniamo accompagnati all’interno del ristorante del castello, dove ci attende un’atmosfera molto calda a lume di candela e buon cibo. Finisce così la nostra esperienza al castello di Gropparello e, mentre raggiungiamo il parcheggio, sappiamo che torneremo presto.

