Castello di Camino e la leggenda del Conte Scarampi

Nel cuore del Monferrato Alessandrino c’è un luogo che nasconde antichi segreti: il castello di Camino, che si staglia imponente contro il cielo tra le colline coltivate a vigneti. A parte la bellezza architettonica, la struttura medievale nasconde anche un’anima inquieta, un passato tragico macchiato di sangue e la storia di un amore spezzato ma mai dimenticato. È la leggenda del castello di Camino e del fantasma senza testa.

Da fortezza difensiva a residenza degli Scarampi

Il castello di Camino risale al XI secolo, quando fu costruito dai marchesi Aleramici con scopi prettamente difensivi. Più tardi, intorno al XIV secolo, la proprietà passò ai marchesi Scarampi, noti banchieri astigiani, che lo scelsero come residenza dinastica fino alla metà del Novecento.

Dal punto di vista architettonico, il castello è un vero mosaico di stili, dove spicca la maestosa torre quadrangolare, alta 44 metri, simbolo visivo del potere feudale. All’interno, invece, il contrasto è più evidente nell’alternanza tra lo sfarzoso Salone Barocco e lo stile neo gotico della sala da pranzo.

Tra i personaggi illustri, attirati in questa bellezza d’altri tempi, figurano il re Vittorio Emanuele II e San Giovanni Bosco.
Il castello, fino al 1952, è rimasto per secoli di proprietà della famiglia Scarampi, successivamente fu ceduto ai Padri Somaschi e, negli anni successivi, a vari privati che lo hanno ristrutturato.

Nel 2017 il castello è stato acquistato da una holding privata che organizza cerimonie ed eventi culturali, mentre le cantine conservano i pregiati vini provenienti dai vigneti delle terre del castello.

Le leggende del castello di Camino

Gli interni del castello sono stati testimoni di un tragico dramma. Era il 1494, epoca in cui il castello era governato dal Conte Scarampo Scarampi, uomo brutale che non risparmiava i territori vicini con continue razzie. Fu accusato anche di tradimento e questo spinse il governatore di Casale Monferrato a cingere d’assedio la fortezza.

La resistenza fu tenace, ma dopo due mesi, la guarnigione dovette capitolare per via della fame. A questo punto, il Conte Scarampo fu catturato e condannato alla decapitazione. Una parte ancora più cruda di quell’evento, fu che l’esecuzione avvenne nel cortile interno del castello, sotto gli occhi della moglie del Conte, la contessa Camilla. In preda al dolore, la donna salì sulla torre monumentale e si gettò di sotto. Un’altra versione della leggenda, invece, sostiene che la donna cadde a terra dal dolore e morì di crepacuore.

Da qui parte la leggenda, che vuole che il castello sia infestato dai due spettri: quello del Conte Scarampo, che vaga nell’oscurità reggendo la propria testa tra le mani, e quello di Camilla, i cui lamenti riecheggiano ancora tra le mura nelle notti silenziose. A memoria del dramma, nel cortile si può vedere un sarcofago di pietra in cui il Conte Scarampo è raffigurato mentre stringe la sua testa con la mano sinistra.

Secondo la leggenda, il momento migliore per assistere all’avvistamento del fantasma del Conte senza testa sarebbe in occasione dell’anniversario della sua morte, il 29 giugno. Durante la notte si sentirebbero anche strani rumori simili al trascinamento di oggetti pesanti da una sala all’altra.

A differenza di altri luoghi storici del Piemonte e del Monferrato, dove i proprietari aprono talvolta le porte a gruppi di ricerca per fini di studio o marketing turistico, il Castello di Camino non ha mai aperto le sue porte alle indagini. Gli attuali proprietari mantengono un profilo di riservatezza legato probabilmente alla tutela del valore storico e architettonico del castello, e non hanno mai confermato le presenze o dichiarato che al suo interno vi siano fenomeni inspiegabili.

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